All’inizio era la pentatonica…

Categoria: Ear Training05 aprile, 2009

E’ risaputo che al momento dell’acquisto della nostra prima chitarra già vediamo che lì al quinto tasto quest’ultima monta di serie la diteggiatura della pentatonica minore di LA.


Quante notti passate ad inventare diagonali e combinazioni enigmistiche fra i pallini di questo poligono…

Il punto è proprio questo: su uno strumento come la chitarra molto legato alla visualizzazione (pochi sono i chitarristi che suonano senza inquadrare la tastiera con lo sguardo) ed alla geometria si corre il rischio di suonare eseguendo tecnicamente le varie diteggiature ed arpeggi ma di fare poco caso al suono che ne scaturisce.

Primo test secco: provate a cantare la suddetta pentatonica minore che per tanto tempo avete suonato …no,no senza suonarla prima. Se ce la fate siete già sintonizzati sulla giusta lunghezza d’onda, se proprio non vi riesce, iniziate a suonare e cantare contemporaneamente anche solo due note magari accostando l’orecchio al corpo della chitarra, in questo modo possiamo percepire la vibrazione sonora anche per via ossea.

A questo punto sfoderate uno dei vostri migliori licks, una cosa che potrebbe suonare così


Memorizzate il suono di questa frase e risuonatela nelle cinque diteggiature della pentatonica minore di La.

Sarete entrati in possesso di varie diteggiature alternative per il vostro lick. Ascoltate! Il suono è lo stesso, la melodia è la stessa ma cambia il timbro (ogni corda ne ha uno proprio). Non sottovalutate questo aspetto ogni diteggiatura va suonata e praticata.

Ora proviamo a suonare la frase di cui sopra sulla seguente progressione rimanendo su una ristretta zona di tastiera.

Am7 /Em7 /Bm7 /F#m7 /C#m7 /

Cinque accordi minori, cinque pentatoniche, cinque diteggiature rimanendo sulla stessa posizione


Se fate un uso frequente del bending sarà certamente utile individuare i punti di bending che si usano più spesso, dalla terza minore, dalla quarta e dalla settima.


In questo modo, sapendo suonare e gestire la scala su tutto il manico ci possiamo concentrare maggiormente su quello che VOGLIAMO suonare e non su quello che la diteggiatura ci mette a disposizione.


Modi con tonica DO

Categoria: Armonia,Didattica28 marzo, 2009

I Modi della scala maggiore con tonica DO


La Scala Minore Melodica

Categoria: Armonia,Didattica,Tecnica22 marzo, 2009

La scala minore melodica è una scala diatonica che rispetto alla scala minore naturale vede il VI e VII grado alzati di un semitono. Rispetto alle altre scale minori è molto simile alla scala maggiore da cui differisce per la sola nota modale (terza) e quindi ne conserva la stessa “melodicità”. Già Bach usava sistematicamente questa scala come minore per antonomasia, di quì l’appellativo di scala bachiana.
Gli intervalli di questa scala sono: seconda maggiore, terza minore, quarta giusta, quinta giusta, sesta maggiore, settima maggiore. La sequenza quindi è la seguente T S T T T T S. Nella musica classica si è soliti distinguere il frammento ascendente da quello discendente che si discosta dalla scala minore melodica per tornare ad essere minore naturale.

Scala Minore Melodica

Scala Minore Melodica

Nella musica moderna e in special modo nella musica improvvisata dobbiamo ignorare questa differenza per ovvie ragioni armoniche e il nostro riferimento sarà il solo segmento ascendente usato anche in direzione discendente.
Per ricavare le diteggiature bisognerà abbassare il terzo grado alle diteggiature delle scale maggiori
Diteggiatura
Altre diteggiature possono anche essere suonate con la tipologia “tre note per corda”.
Armonizzazione delle scale minori
La scala minore melodica da luogo ad un proprio sistema armonico e modale dalle caratteristiche interessanti.

Se prendiamo in considerazione le triadi nella sequenza minore, minore, aumentata, maggiore, maggiore, diminuita, diminuita notiamo le triadio minori, maggiori e diminuite sono accoppiate e conseguenti. Questo ci faciliterà non poco la memorizzazione.

suonate queste triadi su tutti i gruppi di tre corde.
Se aggiungiamo una quarta voce alla triade abbiamo l’armonizzazione della scala con accordi di settima. In questa armonizzazione sono contenuti accordi nuovi rispetto alla scala maggiore: minore settima maggiore (m maj7)e settima maggiore quinta aumentata (maj7 (#5)), di cui riporto alcune posizioni.

Quando andiamo a considerare l’armonizzazione completa della scala viene fuori tutta la particolarità di ogni grado di questa scala, se a quattro voci molti accordi riecheggiavano le specie già viste nella scala maggiore nell’osservare le estensioni capiamo che per ogni grado abbiamo delle note con cui possiamo estendere l’accordo di settima di base che lo identificano come appartenente alla scala minore melodica. Ad es. FA7 può essere visto come V grado di Bb maggiore o come IV di C minore melodica. Se invece lo estendo con l’undicesima aumentata e prendo quindi F7(#11) si escluderà l’appartenenza alla scala maggiore.
Al settimo grado vi chiederete perchè a quattro voci c’è un accordo semidiminuito mentre nell’armonizzazione completa viene riportato un accordo alterato. Questo è possibile perchè la quarta diminuita che salta fuori armonizzando questo grado funziona da terza maggiore e fa sentire la terza minore precedente come nona aumentata (un po’ come la terza minore che nel blues si usa sull’accordo di settima, e quindi con la terza maggiore).
I sette modi costruiti sulla scala minore melodica “collezionano” ovviamente le stesse note viste nelle estensioni dei rispettivi accordi.
Ve n’è uno che forse è più famoso di altri perchè viene usato spesso dai jazzisti per suonare nella progressione II – V – I nella tonalità minore.
Il modo superlocrio si costruisce sul VII grado che genera anche l’accordo alterato visto precedentemente. Riassumendo gli intervalli propri di questo modo sono nona minore, nona aumentata, terza maggiore, quinta diminuita, sesta minore, settima minore.
Su una progressione II – V – I minore con RE semidiminuito, SOL settima alterato (con una o due alterazioni, per es #9 o b9-b13) DO minore settima una scelta modale comune nell’improvvisazione jazzistica è RE locrio (VII della scala maggiore di MIb o II della scala minore naturale di DO), superlocrio (VII della minore melodica di LAb), DO dorico (II della scala maggiore di SIb o I della scala minore naturale di DO).
I nomi dei modi sono abbastanza esplicativi di per se facendo riferimento ai modi già conosciuti: Ipoionico, Dorico 2b, Lidio Aumentato, Lidio Dominante, Misolidio 6b, Locrio 2#, Superlocrio.

Provate a suonarli partendo per ognuno da un unica tonica per esempio DO su un pedale di basso. Necessariamente per ogni modo si dovrà fare capo ad una scala minore melodica generatrice diversa.
Buon lavoro e buona musica.
Stefano Micarelli


Movimento di una voce in un accordo di settima

Categoria: Armonia,Didattica12 marzo, 2009


Armonizzazione della scala maggiore con triadi ed accordi di settima

Categoria: Armonia,Didattica12 marzo, 2009


Armonizzazione completa della scala maggiore

Categoria: Armonia,Didattica12 marzo, 2009


Armonizzazione delle scale minori

Categoria: Armonia,Didattica12 marzo, 2009


Arpeggi di settima (5 pos.)

Categoria: Didattica,Tecnica12 marzo, 2009


Arpeggi di triade (5 pos.)

Categoria: Didattica,Tecnica12 marzo, 2009


Note guida

Categoria: Armonia,Didattica12 marzo, 2009


Prossima pagina

RSS

Stefano Micarelli Website - Aggiungi ai preferiti - Segnala ad un amico